TRAMA: Mumbai, città enorme e tentacolare, le cui voci, montate su immagini di scorci urbani ne sottolineano la vastità claustrofobica. Qui, si conosce l’esperienza di anonimi individui che hanno abbandonato i loro villaggi rurali, per cercare lavoro nella metropoli. Tra questi, due donne coinquiline, l’infermiera Prabha e la studentessa Anu, la prima lasciata sola da un marito partito per la Germania (un marito sposato con la formula dei matrimoni combinati, alla quale Prabha non ha saputo sfuggire), la seconda fidanzata con un ragazzo musulmano e costretta per questo a rimanere nell’ombra; con loro una terza donna, la più matura Parvaty, sfrattata dalla sua casa dalla speculazione edilizia che sta cambiando faccia al loro quartiere e costretta, per questo a fare ritorno a casa. Lo stile ampio coglie le tre donne nella città, le segue nelle loro abitudini, al lavoro, in casa, isola nel buio colori pieni (blu, rosso), fonde le loro figure nel paesaggio, cerca nei toni contemplativi e nella musica gentile un tono insieme svagato e rassegnato, crudo e un po’ compiaciuto. La regista riesce a fare un film universale, capace di parlare anche al cuore degli uomini perché, pur essendo incentrato sulle donne, e in particolare su tre donne, la solitudine rappresentata è quella di tutti, uomini compresi: quelli delle nuove generazioni soffrono e sperano come le donne. Già apprezzata documentarista, sembra voler annegare le sue protagoniste in una Mumbai notturna e affollata, facendo intuire i limiti che società ed educazione impongono alle donne e concedendosi il tempo per scavare nell’anima di tre amiche che non vedono soluzioni ai loro problemi se non, forse, nella forza dei sogni. Sogni che prendono il sopravvento nella seconda parte del film quando Prabha e Anu seguono Parvaty nel suo villaggio in riva al mare e il realismo minimalista delle scene di Mumbai trascolora in una dimensione misteriosa, quasi trascendentale, dove i fantasmi del loro desiderio (il marito, l’amante) sembrano acquistare una improvvisa impalpabile concretezza, magica e favolistica. Grand Prix Speciale della Giuria al 77° Festival di Cannes, ci porta in dense e sinuose pennellate visive, per un racconto di sentimenti sfuggenti e timidamente inseguiti, di generoso sostegno amicale oltre le differenze sociali e generazionali.
Titolo originale: All We Imagine as Light
Nazione: Francia, India, Olanda, Italia
Sceneggiatura e Regia: Payal Kapadia
Durata: 110’
Distribuzione: Europictures
Genere: Drammatico
Anno: 2024
Data di uscita: 10 ottobre 2024
Cast: Kani Kusruti, Divya Prabha, Chhaya Kadam, Hridhu Haroon
Produzione: Petit Chaos, Another Birth, Chalk and Cheese Films, Arte France Cinéma, Les Films Fauves, BALDR Film, Pulpa Films